
Colture e agrivoltaico: guide
La scelta delle colture è un elemento determinante per il successo di un progetto agrivoltaico. Queste guide aiutano i proprietari terrieri a comprendere come le diverse famiglie colturali si comportano sotto moduli sollevati o tracker, sulla base delle migliori ricerche italiane ed europee. Ogni guida illustra la tolleranza all’ombreggiamento, l’andamento delle rese, gli effetti microclimatici (risparmio idrico, riduzione dello stress termico, miglioramento qualitativo) e le altezze, distanze e orientamenti dei moduli necessari per garantire buone pratiche agricole. Le categorie includono aromatiche, cereali, leguminose, colture industriali, orticole e fruttiferi. Le sperimentazioni condotte in campo in diverse regioni italiane dimostrano che molte colture—tra cui erbe aromatiche, leguminose, orzo, specie foraggere, canapa, ortaggi e vigneti—mantengono ottime prestazioni in impianti agrivoltaici ben progettati, spesso con una maggiore resilienza in condizioni di caldo o siccità. Questa sezione fornisce ai proprietari indicazioni chiare e imparziali per valutare rapidamente quali tipologie colturali sono più compatibili con l’agrivoltaico sul proprio terreno e come le scelte progettuali possano sostenere una produzione agricola efficace in parallelo alla generazione di energia pulita.
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Arboree
⭐⭐⭐⭐
🌗 Tolleranza all’ombreggiamento: moderata
💧 Beneficio microclimatico: alto
Valore complessivo: Le colture arboree risultano compatibili con l’agrivoltaico quando l’ombreggiamento è moderato; in molte aree calde la riduzione dello stress idrico e termico porta rese stabili o persino superiori, soprattutto per vite, agrumi e fruttiferi.
Sensibilità alla luce: Vite e melo richiedono luce abbondante ma tollerano ombreggiamenti parziali ben gestiti (fino al 30–40%); in contesti molto irradiati l’ombra può migliorare qualità e sanità dei frutti.
Benefici microclimatici: I pannelli riducono temperature di picco, aumentano umidità e calano l’evaporazione, con risparmi idrici significativi (fino al 70% in alcuni casi mediterranei) e maggiore resilienza nei periodi siccitosi.
Design dei moduli: Altezze elevate (3–5 m), distanze ampie tra le file e sistemi orientabili sono essenziali per evitare ombre eccessive, garantire il passaggio dei mezzi agricoli e modulare la radiazione in funzione delle specie.
Evidenze italiane: Progetti in Calabria, Sardegna, Umbria e nei vigneti mostrano rese da stabili a più elevate (+15–30% per la vite, fino a +15% per fruttiferi e agrumi); studi ENEA e CREA confermano miglioramenti qualitativi e protezione da eventi estremi.
Profilo
Le colture arboree (vite, olivo, melo, pero, pesco, ciliegio, albicocco, susino, agrumi, frutta secca come nocciolo, mandorlo, castagno e noce) rappresentano un patrimonio fondamentale dell’agricoltura italiana. L’agrivoltaico – ovvero l’integrazione di impianti fotovoltaici e produzione agricola sulla stessa superficie – consente di coniugare la produzione di energia pulita con la preservazione (o addirittura il miglioramento) della produttività agricola. Progetti pilota e sperimentazioni in corso hanno iniziato a definire configurazioni tecniche compatibili e vantaggi per varie specie arboree
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Compatibilità agrivoltaica
Sensibilità all’ombreggiamento e soglie minime di radiazione
Le colture arboree hanno necessità diverse di luce solare diretta. Alcune, come la vite e il melo, sono moderatamente sensibili all’ombreggiamento: lo shading dei pannelli deve essere limitato e opportunamente gestito (ad esempio orientando i pannelli e scegliendo strutture a maggiore altezza).
La ricerca indica che molte colture arboree sopportano una riduzione moderata della luce (fino al 30-40% rispetto al pieno sole) senza riduzioni significative di resa – anzi, in aree molto irradiate l’ombreggiamento può ridurre stress da calore e migliorare la qualità dei frutti
fruitjournal.com, chintsolar.com, legambiente.it.Soglie indicative di radiazione minima: ad esempio la vite tollera bene livelli di radiazione globale annua di 1,200-1,400 kWh/m².
Effetti microclimatici
La presenza dei pannelli modifica il microclima sottostante: si ottengono riduzioni delle temperature di picco, maggiore umidità relativa e minor evaporazione del suolo.
Si registra un risparmio idrico notevole; in alcuni casi, come progetti in Calabria e Sardegna, il bisogno d’acqua si è ridotto fino al 70% rispetto a colture esposte completamente al sole
comunirinnovabili.it, legambiente.it.Riscontri simili sono stati osservati da studi CREA, ENEA e università partner: la minore esigenza irrigua è uno dei fattori più vantaggiosi nelle regioni sud e isole.
Altezza e disposizione consigliata dei moduli fotovoltaici
L’altezza dei pannelli è fondamentale per garantire il passaggio di mezzi agricoli, la crescita delle colture e l’illuminazione sufficiente.
Indicazioni tecniche generali:
Per colture arboree adulte: altezza minima dei pannelli 3-5m dal suolo.
Distanza tra le file di pannelli maggiore di quella richiesta dalle colture erbacee; per la vite, ad esempio, occorre garantire una larghezza utile pari almeno alla chioma sviluppata per evitare la competizione con le ombre proiettate
fruitjournal.com, chintsolar.com, economiacircolare.com.Strutture mobili (tracking) o orientabili massimizzano l’efficienza e riducono il rischio di ombreggiamento eccessivo.
Le “linee guida agrivoltaico” (2022-2023, CREA-ENEA-Ministero della Transizione Ecologica) precisano requisiti di altezza, permeabilità e monitoraggio
economiacircolare.com.
Esempi di implementazione
Calabria, Umbria, Sardegna: Progetti agrivoltaici su agrumi, cedro e altre specie autoctone, integrano impianti fino a 50MWp su oltre 41 ettari. Questi progetti hanno dimostrato risparmi idrici importanti e nessuna perdita significativa nelle rese
comunirinnovabili.it.Vite (Vigneti): In Italia, dati presentati al Forum Nazionale Agrivoltaico mostrano un aumento di produttività della vite fino al 30% rispetto a sistemi tradizionali nelle aree più calde e soleggiate, grazie a una riduzione dello stress idrico e termico
legambiente.it.Policultures/frutteti: Studi ENEA e CREA segnalano che melo, pero e pesco integrati con fotovoltaico elevato beneficiano della protezione dai colpi di sole, dalla grandine e da eventi meteorici intensi, migliorando la qualità e in alcuni casi aumentando la conservabilità dei frutti
chintsolar.com, legambiente.it, rinnovabili.it.Progetto Biovoltaico CREA: Diversi siti sperimentali in Italia testano la resa di colture arboree a confronto tra filari coperti da pannelli e non
gov.it.Collaborazioni universitarie: Università di Viterbo, Piacenza e altre realtà accademiche italiane sono attive nello sviluppo di layout su misura per vigneti, oliveti e frutteti
italiafruit.net, solareb2b.it.
Dati comparativi agronomici
Vite (uva) ⇒ resa potenziale dal +15 al +30%
legambiente.it, legambiente.itOlivo con ombreggiamento stabile ⇒ resa da neutra a +10%
Melo/pero/pesco con ombreggiamento stabile ⇒ resa da neutra a +15%
Agrumi con ombreggiamento stabile ⇒ resa da neutra a +10%
comunirinnovabili.itFrutta secca con ombreggiamento Stabile ⇒ resa neutra
Foraggere/insalata ⇒ resa dal +10 al +40%
legambiente.it
Lezioni apprese e raccomandazioni
L’agrivoltaico su colture arboree richiede un’attenta progettazione: l’altezza e la distanza dei pannelli devono essere calibrati in funzione della specie e della sesta d’impianto.
I sistemi di monitoraggio microclimatico sono essenziali per valutare l’effetto reale sulle coltivazioni e adattare la gestione, specialmente per colture sensibili come la vite e i frutteti da reddito.
Si raccomanda una forte collaborazione con enti di ricerca (ENEA, CREA, università) sia in fase di progettazione che di monitoraggio per massimizzare le sinergie e disporre di dati affidabili
fruitjournal.com, senato.it, economiacircolare.com, rinnovabili.it, gov.it, solareb2b.it.La tecnologia degli impianti deve rimanere “agri-centrica”: la priorità va all’efficienza produttiva agricola e alla sostenibilità complessiva del sistema, non solo all’output energetico.
Fonti autorevoli e approfondimenti
ENEA – Progetti Sperimenali sulla sostenibilità agrivoltaica e Rete Nazionale Agrivoltaico Sostenibile
senato.it, rinnovabili.itCREA – Progetto Biovoltaico su specie frutticole e colture arboree
rinnovabili.it, gov.itUniversità di Viterbo, Piacenza – Sviluppo e monitoraggio layout su vigneti, oliveti, frutteti
italiafruit.net, solareb2b.itLegambiente, Linee guida ministeriali, Forum Nazionale Agrivoltaico
rinnovabili.it, legambiente.it, economiacircolare.comQuesta sintesi integra dati e risultati documentati in letteratura scientifica, esperienze pilota e raccomandazioni tecniche degli enti citati. Gli esempi segnalano che l’agrivoltaico applicato alle colture arboree è non solo tecnicamente realizzabile ma, se ben progettato, rappresenta un valore aggiunto sia per la produttività agricola che per la sostenibilità ambientale.
Riferimenti
SPAZIATURA
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Arboree
Valore complessivo: Le colture arboree risultano compatibili con l’agrivoltaico quando l’ombreggiamento è moderato; in molte aree calde la riduzione dello stress idrico e termico porta rese stabili o persino superiori, soprattutto per vite, agrumi e fruttiferi.
Sensibilità alla luce: Vite e melo richiedono luce abbondante ma tollerano ombreggiamenti parziali ben gestiti (fino al 30–40%); in contesti molto irradiati l’ombra può migliorare qualità e sanità dei frutti.
Benefici microclimatici: I pannelli riducono temperature di picco, aumentano umidità e calano l’evaporazione, con risparmi idrici significativi (fino al 70% in alcuni casi mediterranei) e maggiore resilienza nei periodi siccitosi.
Design dei moduli: Altezze elevate (3–5 m), distanze ampie tra le file e sistemi orientabili sono essenziali per evitare ombre eccessive, garantire il passaggio dei mezzi agricoli e modulare la radiazione in funzione delle specie.
Evidenze italiane: Progetti in Calabria, Sardegna, Umbria e nei vigneti mostrano rese da stabili a più elevate (+15–30% per la vite, fino a +15% per fruttiferi e agrumi); studi ENEA e CREA confermano miglioramenti qualitativi e protezione da eventi estremi.

Tree Crops
Overall value: Tree crops are broadly compatible with agrivoltaics when shading remains moderate; in many warm regions, reduced heat and water stress leads to stable or even higher yields, particularly for grapevine, citrus and several fruit species.
Light sensitivity: Grapevine and apple require high light levels but tolerate well-managed partial shading (up to 30–40%); in highly irradiated environments, shading can even enhance fruit quality and reduce sun damage.
Microclimate benefits: Panels lower peak temperatures, increase relative humidity and reduce soil evaporation, resulting in substantial water savings (up to 70% in some Mediterranean trials) and improved resilience during drought.
Module design: Elevated structures (3–5 m), wide panel spacing and adjustable or tracking systems are essential to avoid excessive shading, ensure machinery access and tailor light distribution to each species.
Italian evidence: Projects in Calabria, Sardinia, Umbria and vineyard installations show yields ranging from stable to higher (+15–30% in grapevine, up to +15% in fruit species and citrus); ENEA and CREA studies confirm quality improvements and better protection against extreme weather.

Leguminose
Valore complessivo: Le leguminose si integrano molto bene con l’agrivoltaico grazie alla moderata tolleranza all’ombra, al basso fabbisogno di input e al miglioramento della fertilità del suolo, con rese spesso stabili o in alcuni casi superiori.
Sensibilità alla luce: La soia tollera ombreggiamenti moderati (fino al 20–25%); fagioli e piselli sono più flessibili, mentre ceci e lenticchie richiedono moduli elevati e file ampie per evitare ombre prolungate nelle fasi critiche; le foraggere (erba medica, trifoglio) mantengono ottime rese anche con 25–35% di ombra.
Benefici microclimatici: I moduli riducono temperature ed evapotraspirazione, migliorano la gestione dell’acqua e favoriscono qualità e stabilità produttiva, con riduzioni fino al 20% del fabbisogno irriguo e incrementi qualitativi nelle foraggere.
Design dei moduli: Altezze di 2,1–2,5 m per leguminose da granella e anche inferiori nei foraggi possono essere sufficienti; layout elevati, file distanziate e orientamento nord-sud garantiscono luce adeguata e piena operatività agricola.
Evidenze italiane ed europee: I progetti in Lazio, Francia e Spagna mostrano rese stabili per soia, foraggere, piselli e trifoglio; le parcelle sotto agrivoltaico mantengono produttività e talvolta registrano qualità proteica superiore grazie al microclima più fresco e umido.

Legumes
Overall value: Legumes integrate very well with agrivoltaic systems thanks to their moderate shade tolerance, low input requirements and soil-fertility benefits, with yields generally stable or, in some cases, even higher.
Light sensitivity: Soybean tolerates moderate shading (up to 20–25%); beans and peas are more flexible, while chickpeas and lentils require elevated modules and wide panel spacing to avoid prolonged shading during critical stages; forage legumes (alfalfa, clover) perform well even with 25–35% shade.
Microclimate benefits: Modules reduce soil temperature and evapotranspiration, improve water efficiency and support stable production, with irrigation needs reduced by up to 20% and quality gains in forage crops.
Module design: Heights of 2.1–2.5 m are suitable for grain legumes, and even lower heights can work for forage systems; elevated layouts, wide rows and north–south orientation ensure adequate light and full agricultural operability.
Italian and European evidence: Projects in Lazio, France and Spain report stable yields for soybean, forage crops, peas and clover; agrivoltaic plots maintain productivity and often deliver higher protein quality thanks to cooler, more humid microclimates.

Cereals
Overall value: Cereals are generally compatible with agrivoltaics when shading remains limited (<15–20%) and modules are installed at sufficient height; yields often remain close to open-field levels, and the energy income offsets any reductions.
Light sensitivity: Wheat and maize tolerate only minimal shading, with clear yield declines above 25%, while barley, oats and other crops with lower light saturation adapt better when the layout is properly designed.
Microclimate benefits: Shading lowers soil temperatures, increases surface moisture and enhances resilience during drought; rice and barley benefit particularly from these conditions, with positive effects especially in hot seasons.
Module design: Minimum heights of 4.5–5 m, wide row spacing, optimised orientation and—where appropriate—vertical panels allow light penetration, maintain yields close to standard levels and ensure full access for agricultural machinery.
Italian and European evidence: Field studies in the Po Valley show yield variations between –8% and +10% under elevated structures; trials on wheat, maize and barley confirm stable performance and greater drought resilience, with pilot projects inside and outside Italy reporting results comparable to open-field cultivation.

Cereali
Valore complessivo: I cereali risultano generalmente compatibili con l’agrivoltaico quando l’ombreggiamento resta contenuto (<15–20%) e i moduli sono elevati; le rese restano spesso vicine al pieno campo e il beneficio energetico compensa eventuali cali.
Sensibilità alla luce: Grano e mais tollerano solo ombra ridotta; oltre il 25% la produttività cala nettamente, mentre orzo, avena e altre specie con minore saturazione luminosa si adattano meglio se il layout è adeguato.
Benefici microclimatici: L’ombra riduce temperatura del suolo, mantiene più umidità e migliora la resilienza nei periodi siccitosi; riso e orzo risultano particolarmente avvantaggiati, con effetti positivi anche negli anni caldi.
Design dei moduli: Altezze minime di 4,5–5 m, file ampie, orientamento ottimizzato e, in alcuni casi, moduli verticali permettono di mantenere rese simili al pieno campo e garantire il passaggio delle macchine agricole.
Evidenze italiane ed europee: Progetti in Pianura Padana mostrano variazioni di resa tra –8% e +10% sotto moduli elevati; casi studio su frumento, mais e orzo confermano buona stabilità produttiva e maggiore resilienza durante la siccità, con risultati comparabili al controllo in impianti pilota anche fuori Italia.

Horticulturals and Tubers
Overall value: Slight yield reductions are offset by additional energy production and lower water use, making integration advantageous.
Light sensitivity: Fruit-bearing vegetables and tubers decline with shade above 25–30%, while lettuce and carrots remain productive under moderate shading.
Microclimate benefits: Shading reduces heat and water stress, improving quality and stability during the hottest periods.
Module design: Elevated structures, wide row spacing and semi-transparent panels ensure adequate light and full agricultural operability.
Italian research evidence: Trials by ENEA and major universities show strong results and high compatibility when layouts are properly designed.

Ortive e Tuberi
Valore complessivo: Le lievi riduzioni di resa vengono compensate da produzione energetica aggiuntiva e minori consumi d’acqua, rendendo l’integrazione vantaggiosa.
Sensibilità alla luce: Ortive e tuberi calano con ombre oltre il 25–30%, mentre lattuga e carota mantengono buona produttività con ombreggiamenti moderati.
Benefici microclimatici: L’ombra attenua caldo e stress idrico, migliorando qualità e stabilità soprattutto nei periodi più caldi.
Design dei moduli: Strutture elevate, interfile ampie e moduli semitrasparenti garantiscono luce adeguata e totale operatività agricola.
Evidenze italiane: Le prove ENEA e universitarie confermano risultati solidi e compatibilità elevata con layout ben progettati.

Industrial Crops
Overall value: Industrial crops are compatible when light requirements and mechanization needs are respected; yield reductions are often limited, and fibre quality can even improve in crops like hemp and flax.
Light sensitivity: Sugar beet and sunflower are highly sensitive and decline with shading above 20%; rapeseed tolerates moderate shading, while hemp and flax show good resilience and vegetative recovery.
Microclimate benefits: Shading lowers soil temperature and evapotranspiration; for hemp and flax it can support a more stable microclimate and, in some cases, fibre quality similar or superior to open-field conditions.
Module design: Elevated modules (3–4 m), wide rows and north–south or tracker layouts are required; denser structures are suitable only for less shade-sensitive crops such as flax and hemp.
Italian evidence: Pilot projects (e.g., GreenGo–Zambonelli and PNRR rotations) show stable performance for hemp, flax and rapeseed, while sunflower and sugar beet are suitable only with very low shading layouts.

Colture Industriali
Valore complessivo: Le colture industriali risultano compatibili quando si rispettano esigenze di luce e meccanizzazione; le riduzioni di resa sono spesso leggere e la qualità può migliorare in colture come canapa e lino.
Sensibilità alla luce: Barbabietola e girasole sono molto sensibili e calano già con ombre superiori al 20%; colza tollera ombreggiamenti moderati e canapa e lino mostrano buona resilienza e recupero vegetativo.
Benefici microclimatici: L’ombra riduce temperature ed evapotraspirazione; per canapa e lino può favorire stabilità microclimatica e, in alcuni casi, qualità delle fibre simile o superiore al controllo.
Design dei moduli: Sono necessari moduli elevati (3–4 m), file ampie e orientamento nord-sud o tracker; strutture più dense funzionano solo con colture meno sensibili come lino e canapa.
Evidenze italiane: I progetti pilota (es. GreenGo–Zambonelli e rotazioni PNRR) confermano stabilità produttiva per canapa, lino e colza, mentre girasole e barbabietola risultano adatte solo con layout a basso ombreggiamento.

Aromatics and Medicinals
Overall value: Aromatic and medicinal plants are highly compatible with agrivoltaic systems thanks to their robustness, good tolerance to partial shade and consistent ability to maintain—or even improve—yield and quality under elevated or tracking modules.
Light sensitivity: Sun-loving species such as rosemary, sage and lavender require high light levels but tolerate intermittent shading; basil, mint, chamomile and parsley are more flexible and perform well in partial shade and dynamic shading conditions.
Microclimate benefits: Partial shading lowers soil temperature, reduces evaporation, increases humidity and enables water savings of up to 25%, while also reducing weed pressure and certain pests—an advantage for organic cultivation.
Module design: Elevated structures (2–3 m), wide row spacing and fixed or tracking modules ensure adequate light, allow mechanisation where needed and create alternating sun–shade zones suitable for different species.
Italian and European evidence: Trials in Apulia and studies by Enel Green Power show biomass and essential-oil yields equal or superior to open-field crops for sage, rosemary, lavender, oregano and mint, confirming strong adaptability and additional benefits for beekeeping and biodiversity.

Aromatiche e Officinali
Valore complessivo: Le aromatiche e officinali si adattano molto bene ai sistemi agrivoltaici grazie alla loro rusticità, alla buona tolleranza all’ombra parziale e alla capacità di mantenere rese e qualità anche sotto moduli elevati o tracker.
Sensibilità alla luce: Specie eliofile come rosmarino, salvia e lavanda richiedono molta luce ma tollerano ombre saltuarie; basilico, menta, camomilla e prezzemolo mostrano maggiore flessibilità e performano bene in mezz’ombra e ombreggiamenti dinamici.
Benefici microclimatici: L’ombreggiamento dei moduli riduce temperature e evaporazione del suolo, aumenta l’umidità e consente risparmi idrici fino al 25%, con minore presenza di infestanti e alcuni parassiti, favorendo pratiche biologiche.
Design dei moduli: Strutture elevate (2–3 m), file larghe e moduli fissi o tracker assicurano luce sufficiente, accesso alla meccanizzazione quando necessario e zone alternate di ombra e pieno sole adatte alle diverse specie.
Evidenze italiane ed europee: Progetti in Puglia e iniziative Enel Green Power mostrano rese di biomassa e oli essenziali pari o superiori al pieno campo per salvia, rosmarino, lavanda, origano e menta, confermando un’elevata adattabilità e benefici anche per apicoltura e biodiversità.